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IL NOSTRO CEO PARLA AL CORRIERE DELLA SERA DI DUE DILIGENCE

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Non si tratta solo di identificare un prezzo a cui ragionevolmente si può pensare di vendere o affittare. Questa è l’attività tradizionale di valutazione di un’agenzia immobiliare: basta per un’unità residenziale, ma non è sufficiente per un edificio cielo-terra di notevole valore. Con «due diligence», infatti, nel settore immobiliare si intende uno studio approfondito delle...

Non si tratta solo di identificare un prezzo a cui ragionevolmente si può pensare di vendere o affittare. Questa è l’attività tradizionale di valutazione di un’agenzia immobiliare: basta per un’unità residenziale, ma non è sufficiente per un edificio cielo-terra di notevole valore. Con «due diligence», infatti, nel settore immobiliare si intende uno studio approfondito delle potenzialità di un immobile, delle sue criticità, degli interventi con cui lo si può rendere più appetibile sul mercato. «Nel ricettivo la pandemia ha cambiato in maniera radicale il mercato, e alle grandi difficoltà derivanti dal lungo fermo delle strutture negli ultimi mesi si sono aggiunti i costi sempre più insostenibili dell’energia. Tutto questo sta portando a un forte aumento dell’offerta, soprattutto di alberghi o piccole catene possedute da famiglie, mentre le grandi catene oggi di fatto non comprano più, ma preferiscono la locazione», dice Filippo Mascellaro, founder e ceo di Maxelway, gruppo internazionale (11 uffici nel mondo e 15 miliardi di dollari gestiti) controllato dalla famiglia del saudita Ahmed Bin Kandil Jadi, e operante sia nel campo dell’intermediazione di immobili residenziali di lusso e corporate, sia nella consulenza, in particolare nel settore alberghiero. A comprare ormai sono soprattutto i fondi immobiliari, o in un’ottica opportunistica (alberghi economici da riqualificare e rivendere in breve tempo), o di lungo periodo con gli acquisti multimilionari di strutture a cinque stelle. «Prima della pandemia la due diligence veniva di solito richiesta da chi era interessato all’acquisto — racconta Mascellaro —. Oggi invece sono i venditori a volerla, come valore aggiunto da offrire. Il lavoro di consulenza consiste nell’identificare non solo le potenzialità dell’immobile ma anche quello della zona in cui si trova, e indicare gli interventi che potrebbero portare a migliorarne la classificazione in stelle. Un tema ineludibile è quello delle performance energetiche. Per gli alberghi, a differenza di quanto accadeva per uffici o centri commerciali, non ci si badava, ora è un aspetto fondamentale».

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